Forum 8: Domus dei Gladiatori

Il crollo della Domus dei Gladiatori: ciò che non fece il Vesuvio fecero l'incuria, il degrado e l'attuale scarso rispetto per la cultura

Natascia Pellé

16 novembre 2010

 

All’alba del 7/11/2010 il crollo della Domus dei Gladiatori ha gravemente danneggiato l’area archeologica di Pompei ed il patrimonio artistico italiano: la Schola Armaturarum Juventutis Pompeianae, al cui interno si svolgevano gli allenamenti dei gladiatori e dove erano custodite le loro armature, si è sbriciolata. Immani i danni riportati da ogni parte della Domus, devastate le decorazioni delle pareti ed i dipinti della parte sottostante il perimetro della sala. L’edificio, situato sulla via dell’Abbondanza e molto vicino a settori non ancora scavati, era visitabile solo dall’esterno e protetto da un alto cancello in legno. Esso è stato vittima non solo delle piogge abbondanti degli ultimi giorni, della sua posizione accanto ad un terrapieno, del peso del soffitto in cemento armato, costruito dopo un bombardamento della Seconda Guerra Mondiale, ma anche, ed in grandissima percentuale, dell’incuria. L’allarme è stato lanciato da tempo in numerose inchieste condotte dal Corriere della Sera sullo stato di salute degli scavi di Pompei e in varie denunce da parte di diversi politici: Luisa Bossa, deputata del Pd e ex sindaco di Ercolano, afferma in una nota: «sono mesi che denuncio, con articoli ed interrogazioni, il degrado allarmante degli scavi di Pompei. Il gravissimo crollo di stamattina è la dimostrazione che il Governo e il Ministro Bondi hanno sottovaluto la situazione e raccontano, da tempo, un bel po' di sciocchezze» ... «Quando abbiamo posto la questione del degrado negli scavi Bondi ha risposto in modo piccato e risentito, difendendo il lavoro dei suoi commissari».

 

Claudio D’Alessio, Sindaco di Pompei, ha definito il cedimento come un “crollo annunciato” ed ha denunciato la responsabilità di coloro i quali in passato non hanno saputo usare i fondi stanziati ad hoc.

 

Nelle ultime ore autorevoli personalità sono intervenute sull’argomento: il Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali Andrea Carandini lamenta la mancanza di un progetto che formuli una «proposta globale» sulla base di una capillare analisi degli interventi dei decenni precedenti ed auspica l’istituzione di «un’Opera di Pompei, ovvero una specie di Fabbrica del Duomo permanente con squadre di 20, 30 operai che intervengono ogni giorno su insulae e case». Antonio De Simone, docente di Archeologia presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, in un’intervista a “Il Fatto Quotidiano” afferma che «per un intervento davvero serio servirebbe una cifra non inferiore ai 500 milioni di euro, spalmati su 20-25 anni di operazioni mirate».

 

Il Ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi intende muoversi contemporaneamente lungo due direttrici: 1. separare le responsabilità dei Sovrintendenti «che dovranno occuparsi esclusivamente della funzione di tutela» da quelle di «nuove figure professionali nel campo della cultura in grado di gestire con criteri di maggiore efficienza i musei e le aree archeologiche», veri e propri “direttori” di Musei ed Aree archeologiche da scegliere tra giovani laureati nel settore dei Beni Culturali, con competenze specifiche di management. 2. Incrementare i fondi destinati alla tutela del patrimonio artistico. Un sostanziale supporto aggiuntivo si potrebbe inoltre ricavare, secondo il Ministro, dall’istituzione di una Fondazione privata, che «garantirebbe una maggiore autonomia della gestione e l’attrazione di maggiori risorse private, salvaguardando sempre il compito di tutela e sorveglianza storica da parte dei sovrintendenti».

 

Non ci resta che sperare che il sacrificio della Domus non sia stato vano e che da esso riparta una sistematica, convinta e convincente opera di valorizzazione e di tutela di tutto il sito archeologico di Pompei e delle meraviglie artistiche che punteggiano il nostro Paese.

 

FONTI:

Il Fatto Quotidiano

La Repubblica

Il Corriere della Sera

Varia, con preghiera di diffusione tra i Soci

 

Cari Presidenti,

 

vi scrivo per darvi una serie di comunicazioni:

 

Continua la lettura.

Ripristinate le prove scritte agli Esami di Stato

 

L'AICC saluta con soddisfazione la notizia che il Ministero dell'Istruzione ha deciso di ripristinare, per il prossimo a.s. 2021/22, le prove scritte negli Esami di Stato conclusivi del quinquennio delle scuole superiore: così risulta nella "Ordinanza sul calendario delle festività e degli esami per l'anno scolastico 2021/22" pubblicata oggi sul sito ministeriale (a questo link un articolo di stampa sulla questione: Maturità 2022, tornano gli scritti. Partenza tardiva il 22 giugno. Tutte le festività regione per regione - Corriere.it). Ciò avviene dopo settimane in cui si rincorrevano varie dichiarazioni pubbliche da parte del Ministro competente sull'intenzione o la possibilità che l'attuale formula d'esame senza prove scritte, attuata lo scorso anno solo per l'emergenza Covid e rinnovata quest'anno pur in presenza di una situazione migliore, fosse mantenuta in vigore anche per il futuro.

 

Ci piace pensare che questo cambio di rotta (o, meglio, questo ritorno alla buona rotta precedente) sia stato favorito anche dalla petizione dapprima pubblicata dalla prof.ssa Ilaria Razzini, e poi promossa dalla Delegazione AICC di Pavia e a sua volta diffusa, rilanciata e sostenuta dalla AICC nazionale e dalle Delegazioni locali.

Ai Presidenti, con preghiera di diffusione tra i Soci

 

Cari Presidenti,

 

Vi invio un articolo apparso sul Foglio del 17 luglio segnalatomi dal Prof. Presutti, Presidente della Delegazione di Pescara sulla "cancel culture", che comincia a diventare qualcosa di preoccupante e su cui dobbiamo vigilare tutti.

 

Cari saluti

Mario Capasso

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Ai Presidenti, con preghiera di diffusione tra i Soci

 

Cari Presidenti,


mi permetto di inviarvi un articolo di Franca Giansoldati apparso sul Messaggero del 10 luglio u.s. L'articolo trae spunto dalla così detta "cancel culture", la follia dissacratoria che si sta particolarmente diffondendo negli Stati Uniti e in Europa e che colpisce la nostra amata cultura classica. L'articolo si sofferma sulle Eumenidi di Eschilo, rappresentate quest'anno a Siracusa. Esso contiene interessanti considerazioni: per questo ho il piacere di diffonderlo tra i nostri Soci.

 

Molti cari saluti

Mario Capasso

 

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