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L’Associazione Italiana di Cultura Classica è una libera associazione di docenti dell’Università e della Scuola, di studenti e di semplici cittadini che credono fermamente nella perennità dei valori della Cultura Classica, fondamento della moderna Cultura Europea, e si adoperano, ciascuno per le proprie possibilità, per la loro salvaguardia e la loro diffusione.


Fondata nel 1897 a Firenze, l’Associazione è una delle centinaia di Società diffuse in ottanta Paesi del mondo, che perseguono le stesse finalità e sono raggruppate nella Fédération Internationale d’Etudes Classiques, organismo internazionale che è sotto l’egida dell’UNESCO.

Nessuno più bussa alla casa del Foscolo, il poeta del neo-classicismo europeo

 

In vacanza nell’isola di Zante, decidiamo di recarci nella capitale per cercare tracce dell’amato Foscolo che celebrò la bellezza dell’isola natia attraverso dei versi rimasti immortali.

Sul posto, tuttavia, quando chiediamo informazioni, la maggior parte degli abitanti sembra non sapere chi fosse e molti, addirittura, ci indirizzano al Cinema “Foscolo” in piazza Solomos nella quale, tra l’altro, stando alla guida turistica, dovrebbe trovarsi una statua dedicata al nostro poeta. Tale piazza, tuttavia, è in pieno rifacimento ed ingombra di ponteggi: riusciamo a scorgervi solo la statua del poeta Solomos che troneggia al centro della piazza. Decidiamo così di provare a cercare la casa in cui il Foscolo abitava e dove, sempre a quanto si legge nella guida, dovrebbe trovarsi il cenotafio a lui dedicato con la statua dell’angelo piangente.

Dopo aver vagato per un po’ tra le varie stradine di Zante, un abitante ci dice che siamo arrivati troppo tardi e non c’è più nulla; tuttavia ci indica la giusta direzione per arrivarci. Decidiamo di seguire le sue indicazioni e, dopo qualche minuto, capiamo il senso delle sue parole. La casa, infatti, è stata demolita e pare che ospiterà un museo (dedicato al Foscolo? Non ci è dato saperlo, anche se speriamo di si).

Non c’è traccia alcuna del cenotafio ma, tuttavia, in maniera quasi fortunosa, riusciamo a scorgere una lastra di marmo che è adagiata in terra, in un angolo, che ricorda la data di nascita e di morte del poeta. Forse sarebbe stato più giusto trovarvi incisa anche una versione in greco moderno della meravigliosa “A Zacinto”, in modo tale che gli abitanti di quella splendida isola potessero conoscere lo struggente inno d’amore che il Foscolo ha dedicato alla sua terra natia. La tristezza di quel luogo e il sostanziale disinteresse per il poeta ci hanno fatto capire quanto profetiche fossero le parole del Foscolo che scriveva “ o materna mia terra, a noi prescrisse il fato illacrimata sepoltura”.

autrice: Alessandra Capasso

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